“Vincere con la mente” – un libro (di psicologia dello sport) ritrovato per caso
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“Vincere con la mente” – un libro (di psicologia dello sport) ritrovato per caso

“Vincere con la mente” – un libro (di psicologia dello sport) ritrovato per caso

La cosiddetta mentalità del campione è la sistematica capacità di trasformare i limiti in possibilità e la capacità di attivarsi completamente nel momento della competizione”.

Qualche giorno fa ho riletto questa frase tratta dal libro “Vincere con la mente” del Professor Giuseppe Vercelli, psicologo e psicoterapeuta specializzato in ambito sportivo. Ho letto nuovamente alcune parti del suo lungo lavoro di ricerca e studio ed è stato interessante vedere come molti di questi concetti vadano oltre la mera tecnica psicologico-sportiva, rivolgendosi in modo più ampio all’essere umano e ai rapporti che si instaurano con gli altri.

Ritrovare il suo lavoro ora è stato fonte di ispirazione perché in questo particolare momento storico è molto facile farsi prendere dalla paura e dallo sconforto. Adesso bisogna ritrovare quell’energia nascosta dentro di noi. La cosiddetta “attivazione” di cui parla lo psicologo torinese, quella spinta e quella motivazione che usano gli atleti in primis, e che possiamo usare anche noi, per raggiungere un obiettivo o affrontare una particolare sfida.

Il Prof. Vercelli è una figura molto importante nel mondo dello sport, essendo stato prima responsabile dell’area psicologica della FISI (Federazione Italiana sport invernali), poi della Federvolley, partecipando a cinque Olimpiadi come psicologo ufficiale del CONI e in seguito diventando responsabile dell’area psicologica dello Juventus Football Club.

Lo psicologo di Torino nel suo operato illustra concetti come sincronia, punti di forza, energia, ritmo e attivazione, spiegando come gli atleti ricorrano a queste tecniche per raggiungere i propri obiettivi. Facendo un breve inciso, per sincronia si intende la connessione tra corpo e mente durante tutta la durata di una prestazione sportiva. I punti di forza, di cui parla, sono le risorse a cui si deve far riferimento per affrontare una sfida. L’energia è la quantità di forza che viene adoperata per mettere in risalto al meglio i propri punti di forza. Il ritmo è ciò che rende continuo e fluido il movimento dell’atleta e rafforza la sua leadership in campo e con i compagni di squadra. E infine l’attivazione non è nient’altro che la passione che spinge a compiere tutto, quella fiammella che l’atleta ha dentro di sé e che gli permette di non arrendersi davanti ad un ostacolo.

È importante vedere come tutti questi concetti siano in realtà plasmabili su ogni individuo e per ogni circostanza. E come tutto si ritrovi e si incastri in un ordine, lo sport con la vita e la mente.

Perché tornare a parlare del professor Vercelli  e del suo lavoro ora? Non so se è stato per puro caso, ma ritrovare il libro in questi giorni di totale confusione, ha dato un piccolo segnale di speranza. Quel segnale necessario a capire come fare ordine e come ripartire, proprio come fa un atleta dopo una sconfitta. Lo psicoterapeuta del capoluogo piemontese afferma che “con il suo confuso alternarsi di fallimento e successo, lo sport ci scuote alle radici, ci spinge verso le più straordinarie scoperte su noi stessi, mette a nudo i nostri limiti e le nostre capacità”. Ecco, allo stesso modo siamo tutti scossi e studiare il comportamento che assumono gli atleti può portarci a compiere considerazioni su noi stessi, comprendendo analogamente quali siano le nostre capacità e i nostri punti di forza per portare uscirne vittoriosi.

Davvero più che consigliata la lettura di “Vincere con la mente” e “L’intelligenza agonistica”.

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