Decreto ristori e sport; le misure a sostegno del settore
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Decreto ristori e sport; le misure a sostegno del settore

Decreto ristori e sport; le misure a sostegno del settore

Con la pubblicazione, in data 28.10, del D.L. 137/2020 sono stati introdotti degli strumenti a sostegno delle attività sportive che hanno subito un arresto a seguito delle misure restrittive e di contenimento dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 contenute nel DPCM 24.10.2020.

Di seguito una breve analisi delle misure più rilevanti;

L’art. 17, “Disposizioni a favore dei lavoratori sportivi” riconosce ai lavoratori sportivi impiegati con rapporti di collaborazione presso ASD/SSD/Federazioni/Enti di Promozione Sportiva che, a causa dell’emergenza epidemiologica, hanno sospeso o ridotto l’attività sportiva, un’indennità di euro 800 per il mese di novembre.

Requisito necessario per poter usufruire della misura è individuato nel fatto che il soggetto beneficiario non sia titolare di altre fonti di reddito di lavoro, di cittadinanza e/o di emergenza o pensione di ogni genere o assegni equiparati.

Si tratta di una misura sostanzialmente analoga a quella prevista per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, in cui viene tuttavia aumentato il valore dell’importo da 600 ad 800 euro.

La norma prevede che coloro che hanno già usufruito della misura non dovranno presentare nuove domande, al contrario chi non ne ha usufruito, dovrà fare domanda entro il 30 novembre attraverso la piattaforma informatica predisposta da Sport e Salute.

Di ben più ampia portata risulta la disposizione prevista dall’art. 1, “Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive”.

Viene previsto quindi un contributo a fondo perduto per le imprese dei settori colpiti dalle restrizioni più stringenti.

Requisito sostanziale per poter usufruire della misura è quindi il possesso della Partita IVA; tale requisito oltre alla definizione di “settore economico” dell’attività svolta, sembra escludere da tale beneficio le ASD che esercitano esclusivamente attività in favore dei propri associati e, dunque, non dotate di partita Iva.

La norma prevede che il contributo sia destinato alle imprese che rientrano nell’alveo di quelle che dichiarino di svolgere come attività prevalente una di quelle indicate dai codici ATECO nella tabella indicata nell’allegato A del Decreto. Si possono individuare nell’allegato le attività di gestione di impianti sportivi, gestione di piscine, gestione di palestre e attività di club sportivi.

La misura più importante per quanto riguarda lo sport dilettantistico risulta essere la previsione di un fondo di 50 milioni di euro destinato esclusivamente alle ASD e SSD che hanno visto ridotta o cessata la propria attività a seguito delle disposizioni restrittive introdotte a causa della pandemia (art. 3 Decreto Ristori).

Le modalità ed i criteri per poter usufruire di tali risorse saranno successivamente individuati dal Capo Dipartimento per lo sport attraverso un apposito provvedimento.

Tra le altre misure rilevanti per il settore sportivo – e non solo-  meritano di essere sottolineate, la possibilità di usufruire di ulteriori 6 settimane (tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021) di cassa integrazione (art. 12), e la facoltà di usufruire del credito d’imposta del 60%  (art. 13) per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo relativi alle mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2020 per le associazioni con Partiva Iva e società sportive dilettantistiche che operano nel settore di cui alla sopra citata tabella dell’Allegato 1 (codici ATECO).

Il mondo sportivo risulta essere senza dubbio uno dei settori più penalizzati dalle ulteriori restrizioni varate negli ultimi giorni dal Governo; gli indennizzi ed i benefici previsti dal decreto ristori possono parzialmente alleviare, per il momento, le problematiche di un settore in grossa difficoltà. La sensazione degli addetti ai lavori, neanche troppo velata, è che per salvare le sorti di un settore fondamentale per lo sviluppo socioeconomico del paese siano necessari aiuti ben più importanti di quelli messi in atto dal decreto ristori.

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